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Un punto sui container

Lo hanno chiesto i membri della commissione consultiva dell’Adsp che si sono astenuti sul rinnovo dell’autorizzazione ex articolo 16 a Rtc. Necessario aprire una profonda discussione sul tema, sul piano operativo e sugli sviluppi futuri

Capire se il terminal container sia utilizzato al meglio o meno, in base alle sue potenzialità. Chiarire il quadro attuale, gli sviluppi passati e quelli futuri. C’è massima attenzione attorno al Roma Terminal Container all’interno del porto, gestito dalla società del gruppo Msc che da anni si occupa della movimentazione e del traffico dei contenitori che arrivano a Civitavecchia. La commissione consultiva dell’Autorità di Sistema Portuale si è astenuta per quanto riguarda l’autorizzazione ai sensi dell’articolo 16, legata alla concessione del terminal. Un parere non vincolante, questo, perché di fatto è Molo Vespucci a decidere sulle autorizzazioni. Ma che apre una profonda discussione sul tema. Un tema già al centro del dibattito la scorsa estate, quando era scoppiata la ‘‘guerra delle banane’’, ancora non chiusa del tutto, con scioperi minacciati, tavoli in Comune, Regione e Ministero e ricorsi al Tar, con protagonisti Cfft da un lato e Rtc dall’altro. I componenti della commissione consultiva - composta dalle parti sociali, rappresentanti dei lavoratori, da un rappresentante dei dipendenti dell’Authority e da un rappresentante di armatori, imprese articoli 16 e 18, spedizionieri, agenti marittimi e autotrasportatori - hanno infatti chiesto che venga aperta una discussione approfondita per fare un quadro preciso e dettagliato del settore container e, in particolare, dell’efficienza del terminal. 
«Occorre chiarire il piano operativo di Rtc - ha spiegato il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni - le prospettive di sviluppo, le modalità con cui viene portato avanti il lavoro». Soprattutto bisogna capire se il terminal sia utilizzato al meglio o se, come pensano i membri della commissione, si è ancora lontani dai numeri auspicati. «Se ci sono deficit - ha aggiunto Borgioni - bisogna capire da cosa sono dovuti, se si tratta di problemi infrastrutturali, logistici, ambientali, o una concomitanza di problemi. Il porto, sul settore dei container, è sottosviluppato: è stato detto più volte. Non si sa e non ci interessano le responsabilità, noi leggiamo il dato finale». 
Ed il dato finale, come più volte sottolineato specie nel corso degli ultimi mesi, è quello di numeri inferiori sia alle potenzialità stesse del terminal, sia a quelli che sono i livelli degli altri scali nazionali. Motivi per i quali oggi più che mai è necessario fare il punto del settore.

(26 Feb 2019 - Ore 11:51)

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