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Nuove scoperte sull’antica città di Castrum Novum

Saranno rese note sabato alle 18 nei locali del Museo del Mare al castello di Santa Severa
I resti storici sono venuti alla luce durante la seconda campagna di ricerca archeologica

S. MARINELLA – Verranno rese note sabato, nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 18 nei locali del Museo del Mare al castello di Santa Severa, le ultime importanti scoperte effettuate da archeologi italiani e francesi nell’antica città romana di Castrum Novum i cui resti si trovano tra la Punta di Capolinaro e il Casale Alibrandi. I resti storici, sono venuti alla luce nel corso degli scavi relativi alla seconda campagna di ricerca archeologica nella città romana. Da circa un mese, gli archeologi italiani e d’oltrealpe stanno lavorando insieme per documentare i reperti antichi ancora affioranti sulla terraferma e sommersi nel tratto di mare antistante. Il nuovo importante progetto, ha portato la ricerca archeologica nel cuore della Perla del Tirreno, nell’area dove sorse la colonia romana del 264 a.C. a controllo del confine nord dell’antico territorio ceretano. Grazie ad un lungo lavoro di documentazione e di contatti internazionali promossi dal Direttore del Museo Civico Dottor Flavio Enei, è stata avviata la nuova indagine scientifica che ha portato una nutrita equipe composta da archeologi, geologi, restauratori e tecnici subacquei, alla ricognizione sistematica del sito, sia a terra che in mare. Del gruppo di lavoro, quasi tutto italo-francese, fanno parte la professoressa Sara Nardi Combescure dell’Università di Amiens, Marie Laurence Haack dell’Universita di Limoges e Gregoire Poccardi dell’Università di Lille, che stanno operando in stretto contatto con la dottoressa Flavia Trucco della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale, ispettrice competente per territorio e gli archeologi del Museo Civico. Circa 25 ricercatori francesi ed italiani, studenti, professori e volontari, hanno avviato la schedatura e la documentazione grafica e fotografica dei resti affioranti. Il Centro Studi Marittimi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, coordinato dal Dottor Stefano Giorgi, si sta occupando delle prospezioni in mare destinate a comprendere quanto insediamento sia stato sommerso in seguito all’aggressione marina ed a ricostruire la situazione portuale antica monitorando il fondale e i numerosi relitti presenti a varie profondità. Le ricerche hanno confermato la presenza di strati contenti tracce di frequentazione dell’area risalenti all’età del bronzo (II° millennio a.C.) e alla prima età del ferro (IX° secolo a.C.) molto precedenti alla costruzione della città romana.

(08 Set 2011 - Ore 20:08)

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