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Nucleare, se vogliamo le centrali dovremmo fare anche le bombe

di FRANCESCO CIAMPA

CIVITAVECCHIA - Seguendo i diversi interventi dei relatori che intervengono nelle trasmissioni di approfondimento a sostegno del SI sul nucleare ho notato che tutti, compreso Marino e Santoro, ammettono che il costo del kwh elettrico da nucleare costa "meno" che è l'argomento degli affaristi dell'energia. In realtà costa due volte rispetto al gas e circa due terzi rispetto al carbone con tecnologie tradizionali, solo perchè non vengono conteggiati i costi di trattamento o stoccaggio delle scorie né quelli di bonifica dei siti delle miniere di materiale uranifero. Negli Stati Uniti nessuna compagnia costruisce un reattore da trent'anni perchè il governo federale impone di contribuire alla costruzione del deposito di scorie (progettato ma non ancora costruito per mancanza di adesione e degli impegni finanziari che i singoli utenti devono sottoscrivere). In Francia, invece, si continua a dire, ingannando i cittadini, che il nucleare civile è a buon mercato ed è vero nel senso che i costi di bonifica delle miniere sono un problema dei paesi produttori di Uranio e i costi di trattamento delle scorie sono spostati all'amministrazione militare che le acquista per fare le costosissime bombe oscurando i costi al settore civile. Dunque l'argomento è che se vogliamo le centrali dobbiamo anche fare le bombe. Cosa che i "potenti" della terra non permettono all'Italia. L'impresa nucleare ha senso solo come supporto all'industria per progredire sul piano della qualità. Qui abbiamo fallito già e quindi il nucleare sarebbe oggi soltanto un regalo alla lobby che guadagna bene e subito nella costruzione e poi non è più responsabile di nulla. Le centrali, anche quelle ben fatte come Caorso, si possono chiudere per diventare depositi impropri di scorie, e nessuno dice niente, neanche la "sinistra", come accadde nel 1987 da parte del PCI. Per inciso anche il fotovoltaico vale la pena farlo con gli incentivi solo se serve per far decollare l'industria come ha fatto la Germania. Ma in Italia non abbiamo industrie (grandi) da far decollare ed i nostri "industriali" sembrano poco più che venditori ambulanti preoccupati di fare giornata coi soldi dello stato come ha fatto la Fiat (vedi ABS e Common Rail e altri brevetti Fiat prontamente venduti alla Bosch che gode delle royalties e paga i dividendi agli Agnelli ma anche a Romiti che prese le decisioni). Inoltre nessuno dice che nel 1978 la Svezia aveva appena votato il rinnovo del suo suo piano di centrali nucleari, avviato negli anni '60 (noi giocavamo), quando si verificò, nel marzo 1979, l'incidente al Reattore di Three Mile Island Unità-2 (Middletown -Harrisburg - Pennsylvania) classificato allora da tutta la comunità scientifica dei fisici come "Incidente oltre la soglia del credibile" (il che vuol dire che i reattori non sono protetti rispetto a questo tipo di incidente: sarebbe antieconomico realizzare le necessarie protezioni e la tecnologia andrebbe fuori mercato). A Three Mile Island fuse parzialmente il nocciolo senza rilascio di radioattività se non modeste quantità di acqua radioattiva nel Fiume maledetto Susquehanna (la maledizione fu del Capo dei Susquehanna cacciati dalla Pennsylvania da truppe ben armate con i famosi "Kentucky-rifles- one-out-of thousand") che nel tempo ammazzarono 64-96 persone per tumori alla tiroide e leucemia. Tornando alla Svezia i cittadini chiesero ed Ottennero, senza se e senza ma, un nuovo referendum che si tenne il 23 marzo del 1980 e decise con una maggioranza schiacciante che il piano di 12 centrali deciso due anni prima sarebbe stato realizzato ("quale serietà e che nordica freddezza: noi abbiamo votato nel 1986 contro la partecipazione dell'Italia alle imprese di ricerca nucleare e ne abbiamo approfittato per chiudere Caorso e "riconvertire" - leggi sospendere- Montalto) ma che a fine vita dopo 20 anni le centrali sarebbero state sostituite con impianti alimentati con fonti rinnovabili. Lo stanno facendo. I nostri "venditori ambulanti" in realtà non vogliono fare le centrali nucleari, vogliono firmare i contratti, prendere i soldi e sospendere in qualche modo i lavori poiché il Berlusca ha firmato 20 accordi con la Francia che preme per darci la nostra quota di scorie prodotte in Francia negli ultimi 30 anni: ce ne spetta il 30% e quali migliori depositi di scorie dei siti di centrali abbandonate o riconvertite? A noi le bombe per ora non le fanno fare (per inciso è tecnicamente facilissimo) perché siamo inaffidabili, e ancora non è nato un La Russa che possa convincere Obama o Sarkozy ad associarci al traffico nucleare militare. Ci dobbiamo accontentare delle mitragliette e delle bombe giocattolo. Il nucleare è la più grande follia collettiva dell'umanità: una strada senza ritorno.
*Ex ricercatore Enea

(06 Giu 2011 - Ore 21:47)

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