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«Caro Sandro oggi come ieri non condivido la tua politica»

Il capogruppo del Pdl Dimitri Vitali scrive al consigliere Scotti

CIVITAVECCHIA - «Caro Sandro,come ti ho anticipato a più riprese durante gli incontri personali che puntualmente abbiamo, sento il dovere di dirti che non condivido oggi, come non l’ho condiviso in passato, il modo di fare politica che stai portando avanti, lo stesso che in passato, per le stesse motivazioni, ti portarono a metterti fuori dalla maggioranza De Sio». Con queste parole si apre una nota firmata da Dimitri Vitali indirizzata al consigliere Sandro Scotti. Nella missiva il capogruppo consigliare del Pdl ripercorre tutta la carriera politica dell’esponente di maggioranza, invitandolo a riflettere sulla sua posizione all’interno della maggioranza. «Ti ricordo e ricordo a tutti che allora - prosegue Vitali  - da assessore e primo degli eletti di Forza Italia, con un lavoro egregio, importante, portasti quasi alla definizione del nuovo piano regolatore di Civitavecchia: mancava veramente un niente per approvarlo. Una votazione che arrivata a ridosso delle elezioni regionali, con la maggioranza che discuteva se approvarlo prima o dopo la scadenza elettorale.
Allora sposasti la causa di una persona all'epoca a te molto vicina, l'on. Becchetti, che si mise di traverso con Alessio De Sio per ragioni di natura politica, come tutta la città forse ricorderà. E questo ti portò alla defenestrazione dall'assessorato. Oggi come allora, credo che l'istinto e le reazioni impulsive stiano avendo la meglio rispetto alla riflessione, alla capacità di trovare soluzioni mediante il dialogo. Anche oggi, come allora, ti trovo in netto contrasto con questa maggioranza, un contrasto che fino a pochissime settimane fa era diametralmente opposto, inesistente. Le polemiche odierne, mi pare di capire, sono legate le decisioni prese in sede di rimpasto. Oggi tu chiedi le dimissioni di Francesco Lollobrigida, in qualità di coordinatore provinciale del Pdl, e Gianni Moscherini, sindaco di Civitavecchia. Nonostante la tua grande esperienza politica che vanta alcuni decenni, però devo ricordarti che le dimissioni di qualunque politico non le puoi decidere tu, o io, ma il popolo: il popolo sovrano che dovrà stabilire se Gianni Moscherini è ancora adatto a fare il sindaco e il popolo del Pdl, chiamato a decidere sulla riconferma di Francesco Lollobrigida. Poi, non vorrei invece che qualcuno avesse in mente di forzare la mano in vista della futura nomina del presidente dell'Autorità Portuale, non vorrei che tutto ciò fosse legato al sogno di qualcuno di ricoprire questo ruolo. A Molo Vespucci deve andarci una persona competente, un nome di comprovate capacità che non sia il frutto di un agire politico o di un interesse di bottega. Il sindaco può a volte essere un ruolo squisitamente politico, ma con l'Autorità Portuale non c'è alternativa: improponibile pensare a raccomandati o a gente dell'ultima ora senza alcun profilo tecnico. Non mi meraviglia che oggi tu ti sieda allo stesso tavolo di Alessio De Sio per combattere questa battaglia politica, perché in politica quello che oggi divide e domani unisce. E' stato sempre così e lo sarà sempre. Mi stupisce soltanto il non voler capire che ci sono delle regole in politica, leggi non scritte e che non possono essere eluse da nessuno in nessun modo. Mi auguro che le tue motivazioni, se esistono e sono di natura politica e non personale, possano essere rimesse in un ambito politico senza fraintendimenti, che si riconosca il ruolo del presidente federale, eletto democraticamente in un congresso provinciale, così come Moscherini è stato eletto con le stesse modalità dai cittadini di Civitavecchia. Gianni Moscherini ha sicuramente molti difetti, come ce li hai tu e ce l'ho anch'io, però una cosa dobbiamo riconoscergliela, anche se a volte ci dispiace un po' perché viene contro le nostre indicazioni: ha una incredibile capacità decisionale, e persone come me e te che si ritengono di centrodestra sanno che il potere decisionale è importante. Ricordo sindaci andati a casa proprio per l'incapacità di saper decidere, come nella vicenda Saladini. Lo stesso Alessio De Sio non ha saputo prendere una decisione per arginare i fuochi amici. L'alternativa a Moscherini, caro Sandro, non la decideremo né io né tu, ma il popolo. Questa maggioranza sarà pronta ad affrontare tutte le ipotesi che le si presenteranno. Ti invito a ragionare profondamente su quello che ti ho scritto e, magari, ascolta anche qualche tuo amico, vero, che ti sta vicino.

(12 Lug 2010)

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