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Erbe in medicina: Cardo mariano e Soia

Ultimo appuntamento con la rubrica dedicata all’approfondimento sull’uso di rimedi naturali in cardiologia

di MARCO DI GENNARO

CIVITAVECCHIA - Cardo mariano.  Viene usato come rimedio per  disturbi del fegato e delle vie biliari e recentemente è stato ipotizzato anche un suo eventuale effetto sull’apparato cardiovascolare. La silimarina è l’ingrediente attivo del cardo ed è composto da un gruppo di flavonoidi responsabili delle sue proprietà antinfiammatorie  ed antiossidanti. È stato anche sostenuto che potrebbe  proteggere il cuore dal danno prodotto da condizioni di ischemia – riperfusione.  Mancano, però, studi clinici  sull’efficacia del cardo in pazienti con malattie cardiache. È ben tollerato e può causare reazioni allergiche, eruzioni cutanee, disturbi gastrointestinali e cefalea.

Soia.  È ritenuta avere  effetti  benefici  in numerose condizioni cliniche quali la menopausa, l’osteoporosi , i disturbi cognitivi ed il cancro. Si ritiene riduca anche il rischio cardiovascolare, abbassando la colesterolemia e la pressione arteriosa. I semi di soia hanno un elevato contenuto di proteine e contengono anche isoflavoni che sono composti con attività sia estrogenica che antiestrogenica.  Vari studi hanno dimostrato un modesto effetto dei semi di soia sulla riduzione del colesterolo Ldl . Su questa base l’American Heart Association concludeva che prodotti a base di soia potrebbero avere un benefico effetto sull’apparato cardiovascolare in virtù dell’ elevato contenuto di grassi polinsaturi, fibre, vitamine e minerali.  Allo stato attuale, però, mancano ancora consistenti  evidenze basate su studi controllati per poterlo affermare con certezza.

Il merito di questo lavoro, oltre quello di fare il punto sulle attuali evidenze scientifiche del rapporto  tra erbe e cuore, è quello si sensibilizzare i medici perché pongano attenzione all’utilizzo di tali sostanze da parte dei pazienti  valutandone gli effetti collaterali e le eventuali interazioni con i farmaci che i pazienti assumono. È utile fare riferimento anche  a specifici siti governativi  e di agenzie  regolatorie che spesso suppliscono alla mancanza di informazioni da parte delle società scientifiche e possono fornire dati aggiornati sull’argomento.

 

(24 Apr 2017 - Ore 19:05)

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