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Dialisi, doppia sofferenza per i pazienti

I familiari insorgono per i disagi nel reparto senza condizionatore durante la terapia. Gli affetti da insufficienza renale per cinque ore sopportano il caldo e le zanzare. D'inverno, invece, fa troppo freddo. Assicurato un intervento risolutivo a breve

è una situazione ormai insostenibile quella nella quale versa il reparto di Dialisi dell'ospedale San Paolo.
A denunciarlo alcuni utenti del servizio, che hanno voluto sottolineare, dopo aver già  provveduto ad inoltrare diverse segnalazioni alla direzione ospedaliera, come da tempo ormai nella stanza riservata ai dializzati al quinto piano l'impianto di condizionamento sia ormai fuori uso. Un fatto tutt'altro che secondario, che in questi ultimi giorni di caldo torrido, ha amplificato le sofferenze dei pazienti già  costretti a lunghi trattamenti, facendo uscire dai gangheri anche i famigliari. «Un dializzato - racconta S. V., figlia di una paziente - trascorre in reparto mediamente 4-5 ore ogni due giorni e nonostante questo, non ci si sforza nemmeno di rendere un po' più accogliente il luogo nel quale ci si cura. Da giorni infatti i condizionatori sono fuori uso e nessuno sembra volerli riparare». Ma il caldo non sembra essere l'unico problema del reparto, dove, visto l'alto tasso di umidità  è iniziata una vera e propria battaglia anche contro le zanzare. Solo l'ultimo caso, a dire il vero, di una lista di problemi da risolvere che passa anche, per citare solo la questione più recente, dalla rottura dell'impianto di condizionamento delle camere operatorie, al quale non si è mai messo mano (con il conseguente blocco degli interventi), in vista dell'imminente e già  annunciato avvio del nuovo blocco operatorio.
«Per non parlare del fatto - prosegue la figlia della paziente - che problemi molto grossi ci sono anche d'inverno, quando al contrario si muore di freddo. In quel caso il problema sono gli spifferi delle finestre, anch'essi segnalati, ma mai riparati». Inutile poi chiedere una tv, per consentire ai dializzati di distrarsi durante il lungo trattamento. A comprarne una a spese proprie ci ha dovuto infatti pensare il marito di una paziente, dopo che un altro, sempre di propria iniziativa, aveva provveduto a realizzare ex novo l'impianto per portare il cavo dell'antenna.
Certo è che, anche se dall'ospedale hanno ai pazienti che a breve interverranno per risolvere il problema, è impensabile lasciare per oltre due settimane i dializzati in condizioni così disagevoli

(08 Lug 2006 - Ore 20:24)

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