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Autostrada: diritti e consigli per gli espropriati

L’Associazione Aptudes elenca il ‘‘decalogo’’ per i proprietari dei terreni interessati dai lavori del lotto 6A Tarquinia-Civitavecchia
Gli avvocati Capuani e Brancati: «In nessun modo consigliamo il fai da te. L’assistenza professionale qualificata è indispensabile»

TARQUINIA - Dieci diritti e 10 consigli per i proprietari dei terreni interessati dagli esprori per consentire il passaggio dell’autostrada tirrenica Civitavecchia-Livorno. Mentre infatti i tecnici Sat continuano a lavorare per la realizzazione del lotto 6A Tarquinia-Civitavecchia, l’associazione Aptudes-Tutela Esprori con sede a Civitavecchia continua l’azione per tutelare gli espropriati. “Abbiamo in quest’ultimo mese incontrato numerosi cittadini soggetti ad esproprio ed abbiamo cercato di fare loro un po’ di chiarezza - dichiarano gli avvocati Stefano Capuani, responsabile della sede Aptudes di Civitavecchia e Corrado Brancati, vicepresidente dell’associazione - Le situazioni che abbiamo e che stiamo affrontando sono le più disparate, da persone a cui viene demolita la casa, che ovviamente, molto preoccupati, si sono rivolti a noi, a coltivatori privati di porzione del loro campo e quindi della loro fonte di reddito”. “Ciò che tuttavia più colpisce – dicono i due esperti - è l’assoluta disinformazione sia in tema di diritti dei proprietari sia in tema di procedure da seguire per tutelarsi a fronte dell’esproprio. La gente che ci chiama e che ci viene a trovare è spaesata, si sente impotente e talvolta è addirittura disperata. Il messaggio da dare, però, e che, se si seguono le procedure di legge e si agisce tempestivamente, è possibile difendersi ed avere un ristoro praticamente integrale del danno che si subisce”.“Teniamo a chiarire - avvertono gli avvocati Capuani e Brancati, unitamente all’avvocato Russo vicedirettore espropri, che in nessun modo consigliamo una sorta di fai da te ai proprietari. L’assistenza professionale qualificata è indispensabile in procedure così complicate. Tuttavia è bene che i proprietari possano avere nozioni più precise sui loro diritti: solo così riusciranno a vincere quella sensazione di impotenza che spesso è la causa di gravi danni”. “I terreni edificabili - spiegano dall’associazione - devono essere pagati al valore venale del bene; e il consiglio è di Attivarsi rapidamente: spesso i tempi per una piena tutela sono di 30 giorni dalla ricezione degli atti da parte degli enti esproprianti”. “I terreni agricoli – proseguono - devono essere pagati al valore agricolo reale del bene. Il consiglio: non accettare la prima offerta dell’ente espropriante se non dopo attenta riflessione: essa è spesso inadeguata e l’accettazione non è mai revocabile, neppure in caso di mancato pagamento. Terzo, le abitazioni e i manufatti devono essere pagati al valore venale degli stessi, quindi rivolgersi immediatamente all’Associazione o a professionisti esperti in espropri che lavorino in team (tecnici e avvocati)”. “Devono – proseguono dall’Aptudes - essere indennizzati i danni che la porzione residua del bene subisce a seguito di esproprio parziale: non credere quindi a promesse di rideterminazione da parte degli enti esproprianti: solo attivandosi quando viene proposta l’indennità provvisoria di esproprio si possono evitare i lunghi tempi e i costi di un processo in Corte di Appell. Va altresì corrisposta un’indennità aggiuntiva per l’occupazione d’urgenza dei beni: chiedere pertanto da subito di avvalersi dello strumento dell’arbitrato tecnico ex art. 21 d.p.r. 327/2001: è sicuramente lo strumento migliore per avere il rispetto dei propri diritti”. “Le aree soggette ad occupazione temporanea per opere di cantiere – dicono ancora gli avvocati - devono essere indennizzate proporzionalmente: non temere di attivare tale strumento: le spese di fatto sono a carico dell’ente espropriante. Deve inoltre essere corrisposta un’indennità aggiuntiva a favore dei proprietari che coltivino personalmente dei terreni espropriati: non attendere il giudizio della Commissione Provinciale Espropri: raramente si otterrà soddisfazione. E ancora, chi abbia in affitto terreni che sono oggetto di esproprio ha diritto ad un’indennità: avviare, ove possibile, una trattativa con l’ente espropriante, ma solo dopo essere sicuri di aver bloccato i termini per la tutela dei propri diritti. Le abitazioni che pur non espropriate risentano gravi danni dalla costruzione dell’opera hanno diritto ad un indennizzo: adire pertanto il Tar solo in casi estremi: i costi sono alti, i tempi lunghi e la tutela spesso è limitata. L’indennità provvisoria dall’ente espropriante proposta può essere da subito incassata a titolo di acconto. Per questo il consiglio è farsi seguire da professionisti esperti per tutto il percorso fino al pagamento della somma: numerosi sono i trabocchetti in agguato a danno degli espropriati»

(02 Nov 2011 - Ore 19:45)

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